Match Frame #4

Benvenute e benvenuti al quarto appuntamento con Match Frame - la newsletter di Montatori Anonimi.

L'argomento di questo numero è l'Intelligenza Artificiale. Ma prima di iniziare dobbiamo ammettere di aver commesso un errore di valutazione. In Match Frame #2, infatti, avevamo tentato di rassicurarvi scrivendo che non siamo ancora arrivati al robottino regista di Troppo Frizzante! E invece…

E invece ci arriviamo un passo alla volta.

Abbiamo già scritto che esistono alcuni software di montaggio che si appoggiano a IA per alcune funzioni. La maggior parte, soprattutto i software dedicati alla creazione di brevi video da condividere sui social, consente più che altro di trasformare un testo direttamente in voice over. Abbiamo fatto riferimento in particolare a Descript, ma la lista è già molto lunga e sembra destinata a crescere.

Ci sono poi i software più professionali, come DaVinci Resolve e Adobe Premiere, che delegano alcune loro funzioni all’IA. Il primo utilizza un Neural Engine già dalla versione 16, e tra gli strumenti offerti ci sono Face Refinement, che consente una correzione colore specifica per i volti umani, Detect Scene Cut, Magic Mask, che consente di ritagliare un soggetto dallo sfondo con molta semplicità, ma soprattutto Voice Isolation, che permette una (incredibilmente) accurata pulizia dell’audio.

Anche Premiere integra funzioni simili, come Color Match e Scene Edit Detection, oltre che Morph Cut, Autoreframe e alcuni plug-in per il mix audio.

Le possibilità offerte dall’IA, però, non sono limitate soltanto alla post, anzi coprono già quasi tutte le altre fasi di produzione, dalla scrittura allo spoglio, alla preparazione del budget finanche allo storyboard e alla fotografia.

Se non vi siete ancora imbattuti in ChatGPT, dovete rimediare. Forse non è divertente come i software di creazione immagini, ma è senza dubbio impressionante. ChatGPT è un software programmato per interagire con l’interlocutore - l’umano - come in una conversazione. Ovvero risponde alle domande, dà pareri, ammette i propri errori, chiede spiegazioni. E per fare tutto ciò, impara: impara da quello che gli utenti scrivono, e impara cercando velocemente in internet le possibili risposte, creando e memorizzando analogie.

A un utente che ha chiesto di comporre un versetto biblico nello stile della Bibbia di Re Giacomo che spiegasse come rimuovere un sandwich al burro d’arachidi da un videoregistratore, ChatGPT ha risposto:

Da un capitoletto simil-biblico alla scrittura di soggetti, sceneggiature, trattamenti e dossier per film, il passo è decisamente breve. Aaron Kemmer sostiene su Twitter di aver chiesto a ChatGPT di ideare un centinaio di logline, compito che il bot ha concluso in meno di un’ora, mentre un’altra ora l’ha impiegata per scrivere 50 sceneggiature selezionate tra le logline. Mesi di lavoro compressi nell’arco di una pausa pranzo. Tra queste sceneggiature, Kemmer ne ha scelta una e ha domandato a ChatGPT di realizzare una shot list con le posizioni della macchina da presa, i dettagli sulle luci e il cast. Dopo pochi minuti ChatGPT aveva composto una risposta dettagliata cui aveva anche aggiunto le preferenze sugli obiettivi da usare, insieme a una sorta di storyboard composto da fotografie. In tutto, oltre 50 pagine di note.

Il film, intitolato The safe zone, potete vederlo qui. Certo non è un capolavoro, ma è un risultato, e anche impressionante. E forse contiene una velata minaccia, dal momento che racconta di una IA che prende il controllo del pianeta…

Sappiamo che già da qualche tempo le case di produzione hollywoodiane usano IA per decidere quali sceneggiature finanziare e quali rigettare. Il software si chiama Corto AI e il suo scopo è quello di analizzare i testi fornendo “pareri” sulla distribuzione di un eventuale film, sulla base di alcuni parametri tra cui l’originalità e l’interesse che potrebbe suscitare in differenti fasce di pubblico.

Dramatron è invece un programma realizzato per fare da co-sceneggiatore. Ve ne serve uno ma non lo trovate/non lo conoscete/non ci sono i soldi? Ecco a voi: Dramatron. Quello che fa è replicare a tutti gli input immessi dall’utente, riuscendo a instaurare una sorta di rapporto tra co-sceneggiatori. Dopo aver inserito una logline, l’utente Sung Kim ha chiesto a Dramatron di generare un titolo, un elenco di 6 personaggi con nomi, descrizioni fisiche e della personalità, un elenco di scene con relativi titoli, location con descrizioni e dialoghi, e infine di impaginare il tutto come una sceneggiatura.

Largo invece è un’IA che permette di stabilire una strategia di distribuzione per il nostro film. Partendo da una sceneggiatura restituisce un piano commerciale che comprende analisi dei personaggi, pareri sul cast e previsioni di vendite e introiti, consigli sulle migliori società di distribuzione e relativi nominativi da contattare, analisi sull’audience.

Siete preoccupati? Forse dovreste, perché al CES 2022, Nina Schick ha predetto che entro il 2025 il 90% dei contenuti sarà generato da IA. Mancano solo 3 anni, ed è ora di preparare un piano B. Anche se quando un utente ha chiesto a ChatGPT se le IA riusciranno a sostituire completamente i montatori, questa è la risposta che ha ricevuto:

C'è da fidarsi?

È innegabile che alcuni strumenti rendano il lavoro più agevole. Come Colourlab AI, un software di correzione colore che automaticamente organizza il materiale in base a caratteristiche simili tra inquadrature, o corregge il colore in base a un input di riferimento - ad esempio il fotogramma di un altro film.

C’è poi da spendere qualche parola su StoryToolkitAI, un software piuttosto eccezionale che trascrive l’audio partendo da una timeline di DaVinci Resolve o da una clip video. Non è un programma di riconoscimento sonoro, dunque non c’è bisogno di guardare e ascoltare il video. StoryStoolitAI lavora in background, fornisce una trascrizione più o meno attendibile a seconda della lingua (ma noi lo abbiamo provato in tedesco, italiano, inglese e persino sloveno con risultati straordinari), può tradurre automaticamente il testo in inglese, esportare un file di sottotitoli in differenti formati. Il bot è dotato anche di uno strumento di ricerca avanzata, vale a dire che è in grado di effettuare una ricerca all’interno di tutte le trascrizioni selezionate, cercando di analizzare il significato della parola o della frase cercata e proponendo soluzioni semanticamente simili. Se collegato a una timeline di DaVinci Resolve, poi, può anche indicare i timecode cui corrispondono i risultati.

Vi consigliamo di provarlo, soprattutto se lavorate a un film di cui non conoscete la lingua, o se vi serve urgentemente una bozza di sottotitoli. Ma non facciamoci sostituire dalle macchine!

MONTATORI ANONIMI

Avete già ascoltato l’ultima puntata del podcast? Nell’episodio 17 abbiamo incontrato Benni Atria, una figura peculiare del montaggio italiano degli ultimi decenni. Benni è infatti sia un montatore scena che un montatore suono, e continua ancora oggi a passare da una sala all’altra, a volte per lo stesso film!

Benni comincia in realtà la sua avventura nel Cinema dal reparto fotografia, ma come molti e molte di noi, capisce che lo stress del set non fa per lui. Dopo le prime esperienze come assistente al montaggio (Diavolo in corpo di Marco Bellocchio, 1986), negli anni Benni ha consolidato alcune collaborazioni storiche, in particolare con Daniele Vicari (Diaz- Don’t Clean Up This Blood, David di Donatello al montaggio 2012) e Michelangelo Frammartino (Il Buco, Mostra del Cinema di Venezia 2021 e Le quattro volte, Cannes 2010).

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Per questo numero è tutto. Anche stavolta vi salutiamo con una cosa bella: un manifesto in 5K realizzato da Vashi Nedomansky e composto dalle 660 inquadrature di Shining.